SONNO/SOGNO
Libro d’artista
10 cm x 15 cm
Inchiostro su carta
2021
Il confine tra il sonno e la veglia è fatto di bruma: è uno dei territori più fecondi e misteriosi e da lì possono arrivare grandi intuizioni. Per molti popoli nativi i sogni sono reali quanto quello che succede alla luce del sole: i nostri atti di codardia, coraggio, amore sono altrettanto veri. Si può crescere e imparare in ognuna di queste dimensioni. Sono convinta che sia così.
Io sogno moltissimo, in maniera strutturata; sogno musiche mai sentite nella vita conscia (qualche volta, appena sveglia, le ho registrate), sogno con una regia degna di Lean, Spielberg e Tarkovskij; sogno luoghi spaventosi ma anche meravigliosi, infiniti, pieni di luce; capita che tra i protagonisti ci siano attori famosi; a volte sogno anche con i titoli di coda.
I miei sogni mi riempiono, colano nella giornata, restano come un’impronta che si cancella poco alla volta, con il passare delle ore; qualche volta, dei giorni.
Certe storie ritornano e negli anni cambiano, crescono un po’. Devo attraversare una foresta piena di lupi. Ho una slitta, come in Jack London. All’inizio i lupi mi raggiungono facilmente: mi sveglio in preda al terrore. Poi riesco a raggiungere una radura, ma mi sono comunque addosso. Poi raggiungo una capanna che si trova nella radura, ma le porte non si chiudono. Un giorno arrivano mentre sono nella casetta e camminano su due zampe; balliamo insieme. Qualche volta sono braccati e li devo aiutare. Ultimamente sono apparizioni mistiche, azzurre. Ah, i lupi che mi visitano. Come mi visitano le persone che non ci sono più. Forse io non lo so, ma mi visitano anche quelle che non ci sono ancora.
Dormire, e sognare, non mi è mai sembrato uno spreco di tempo. Al contrario.




















