ATLANTE EFFIMERO
Barbara Capponi | Babas
con le mappe di Giulia De Amicis
A thing of beauty is a joy for ever
John Keats
Tracciamo mappe del mondo come guida per i viaggiatori, come se il mondo rimanesse uguale. Sappiamo che cambia, eppure misuriamo il pianeta: lo disegniamo, lo catturiamo sulla carta, con una certa approssimazione. Un’approssimazione adatta alla vita umana: in scala con noi nello spazio e nel tempo.
La carta geografica del lago di Como cambia più lentamente del lago; ma, per noi, funziona. Per una creatura che vivesse centomila dei nostri anni sarebbe solo l’istantanea di un attimo.
Il pianeta è composto di infiniti pianeti in perpetuo cambiamento. Disegniamo mappe della sua evanescenza.
Tutto è relativo. Le montagne sono onde, lentissime, della terra. Le nuvole sono continenti di acqua e ghiaccio, in viaggio perenne. I laghi appaiono, crescono, si asciugano, seguendo il respiro dei ghiacciai. I fiumi cambiano corso, le città nascono e mutano e si estinguono nei secoli e nei millenni.
Una goccia d’acqua è un universo che contiene una moltitudine di creature e di storie e una pozzanghera è il lago di qualcun altro. Un lago di dimensioni più limitate, di vita più breve; ma ha rive ed isole e spiagge e riflessi e creature che vivono sulle sue sponde e, con un po’ di fortuna, ha un tramonto.
L’Atlante Effimero ci invita a confrontarci con lo splendore fugace del pianeta.
Lo fa attraverso un video, girato in varie parti del bacino del Mediterraneo, e attraverso una raccolta di carte geografiche. Le mappe sono state disegnate da Giulia De Amicis a partire dalle fotografie che ho scattato a microscopici panorami – fenomeni della durata di un istante – e riportano le reali coordinate geografiche.
È un’operazione paradossale: mentre il video ci racconta il movimento e il divenire, con un ritmo lento che induce a perdere l’orientamento tra micro e macro cosmo, le cartine che lo circondano fanno l’esatto contrario, disegnando e fermando ciò che dura solo un attimo. Ma non importa se è solo un attimo: è accaduto.
Una nuvola, Claude – un’isola nel cielo, il viaggio dell’acqua che accade sotto i nostri occhi – mi ha ispirata a nominare le sue baie e i suoi rilievi con i nomi di viaggiatori ed esploratori: il lavoro è diventato un viaggio anche per me, un’esplorazione di storie e personaggi meno noti di quelli che si trovano sulle targhe delle nostre strade, ma per me più interessanti. Sto disegnando un mondo ideale e ho scelto di celebrare quelli le cui storie mi affascinano di più.
Così la geografia effimera è diventata anche, inevitabilmente, una cosmogonia personale.
I narratori più amati nominano le vette e le valli di Cortázar, un delicato paesaggio scavato dal mare e dal vento nella sabbia; i nomi di sciamani, divinità ed esseri umani che hanno cercato un ponte con gli altri animali mappano un’impronta nella neve, il bassopiano di Walden. Le navi che hanno solcato gli oceani battezzano le gocce di pioggia che solcano il finestrino di un treno e si uniscono creando il fiume Gulliver; ogni carta geografica ha un sistema di nomi ispirato dalla natura del luogo ed è accompagnata dalla fotografia da cui è nata e da un testo.
L’Atlante Effimero è un modo di onorare la bellezza del mondo.
È un progetto in corso.







